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PIERO, in arte ” ì Cinese “

Questa è la storia di un uomo con una personalità talmente forte ed imperiale, da non poter fare altro che vivere in mezzo ai Leoni di Piazza Farinata degli Uberti. Questo uomo si chiama Piero ed è mio babbo.

Mio padre aprì l’Osteria nel lontano 1999 ed io avevo soltanto 9 anni. Occhi neri e taglio orientale, conosciuto in tutta Empoli e dintorni come “I’ Cinese” e con un carattere talmente particolare e complesso che chiunque lo conosca, poi gli rimane inevitabilmente impresso, nel bene e nel male.

Io lo vedevo lavorare giorno e notte per il suo sogno con vigore e perseveranza. E mentre lo osservavo cucinare ed aspettavo al tavolo i suoi piatti di prova per il menù, gli scrivevo tanti bigliettini che gli facevo recapitare in cucina. Uno su tutti lo ricordo ancora: “Caro babbino, un giorno lavoreremo insieme, tu farai da mangiare per tutte le persone ed io ti comprerò le pentole, quelle belle che hai ora ma che forse quando sarò cresciuta, saranno da buttare. Insomma babbo, io voglio fare questo mestiere come te, così staremo sempre insieme!”

Ora, devo dire che sono passati discreti anni, ho fatto le mie esperienze da altre parti e per un breve periodo mi sono anche trasferita a Roma, ma il mio cuore mi ha riportato sempre qua, all’osteria, con lui. Questo è il mio segreto: in quel bigliettino era racchiuso il mio sogno nel cassetto. E finalmente l’ho aperto. 


Ti voglio bene. Laura.

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